OLIO DI OLIVA E RICOGNIZIONI ARCHEOLOGICHE

Lo studio sull’olio di oliva nell’antichità si basa anche (e soprattutto) su indagini e ricognizioni di superficie e osservazione del paesaggio circostante.

Perché il paesaggio è:
la manifestazione sensibile e percepita in senso estetico del sistema di relazioni che si determina nell’ambiente biofisico e antropico e che caratterizza il rapporto delle società umane e dei singoli individui con l’ambiente e con il territorio, con i siti e i luoghi, in cui si sono sviluppati, abitano e operano” (Vittoria Calzolari, Prima Conferenza Nazionale per il Paesaggio).
Il paesaggio deve quindi considerarsi la testimonianza visibile di quanto l’uomo, nel corso dei secoli, aveva apportato al mondo circostante con le sue colture, con le sue attività produttive.
Il paesaggio è la testimonianza delle modifiche sostanziali all’ambiente naturale non solo ai fini agricoli; anche quelle macchie e quei boschi che conservano in apparenza una copertura vegetale spontanea sono in realtà il risultato diretto o indiretto della pressione umana sul territorio.
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